The Witcher 3, recensione di un nostro gamer

The Witcher 3, recensione di un nostro gamer

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La premessa fondamentale per questa recensione è che nonostante sia un videogiocatore accanito e appassionato, sono cresciuto a playstation e nintendo. Il computer in casa mia è arrivato troppo tardi per potermi godere i primi due capitoli dell’apprezzata saga RPG polacca.

The witcher 3: wild hunt, è stata una vera e propria scoperta.

Da quello che sono riuscito a capire fino ad ora il personaggio principale del gioco è uno strigo e appartiente all’ordine degli witcher: guerrieri formidabili, sottoposti a mutazioni genetiche che li rendono in grado di affinare i sensi, acquisire abilità di combattimento uniche, forza e velocità potenziate, capelli bianchi e occhi felini oltre a una resistenza a veleni e tossine data da studi di alchimia e una longevità invidiabile.
Il vostro compito e fulcro dell’esperienza di gioco dell’attuale capitolo è di cacciare e uccidere mostri appartenenti a qualsivoglia origine: spettri, vampiri, troll, orchi, provenienti dal folklore o dalla mitologia. Tutti saggiamente conservati nel bestiario, insieme ai rispettivi punti deboli di cui fare tesoro.
Per quanto riguarda la storyline principale, saremo alla ricerca di nostra figlia adottiva a sua volta in fugga da Wild Hunt, antagonista del capitolo. Gli scontri con le bestie più feroci richiedono la giusta preparazione, spalmando decotti sulla lama della spada, bevendo pozioni e scegliendo un equipaggiamento adeguato.

Il periodo storico è legato senza dubbio al medioevo in pieno stile teutonico. Un’epoca buia tormentata da costanti guerre tra le fazioni che si contendono la supremazia al potere. Accomunati però dal terrore verso i veri padroni del mondo dark fantasy che abitano: le creature mostruose che dettano i territori dalla cima della catena alimentare.
Non privo di qualche difetto, ad esempio l’Intelligenza artificiale dei nemici è facilmente manipolabile. anche nelle fasi più impegnative nell’affrontare gruppi di mostri basta allontanarsi un po’ per vedere le creature voltarsi e tornare sui propri passi. Il gps e minimappa è troppo favorevole al risolvimento delle quest, rendendo il ritmo concitato passando da una all’altra, senza però mai annoiare.

Tuttavia le ambientazioni, i colori di alba e tramonti, gli effetti della luce nella palude o i raggi che filtrano nella foresta, le tempeste e il vento che piega gli alberi facendoli scricchiolare, creature che abitano caverne oscure o rovine dimenticate, villaggi devastati da banditi o cimiteri infestati, una colonna sonora impeccabile e mai invadente. la confusione urbana nelle città più grandi, tra musicisti e saltimbanchi, prostitute e predicatori, lotte di classe e discriminazioni razziali.Questi e tanti altri dettagli diventano partecipi nella creazione di un mondo coerente e a dir poco affascinante.

Le regioni disponibili sono le isole Skellige, la città di Novigrad, il Velen e Bianco Frutteto dove avrà inizio l’avventura. Il gameplay è in terza persona, in compagnia di un cavallo a cui potremo attaccare borse da sella per aumentare lo spazio in inventario. Chilometri di openworld percorribile in free roaming  attraverso una mappa 40 volte più grande di quella del capitolo precedente. Tre volte e mezzo più vasta di quella di Skyrim.

In quanto a longevità si parla di almeno cinquanta ore per la storyline principale e altre cinquanta circa se si vuole completare ogni missione secondaria.
Io personalmente ne ho tutte le intenzioni.

A rendere travolgente la linea narrativa mai scontata ed entusiasmante ci saranno molti dialoghi in cui saremo portati a prendere decisioni (a volte con limite di tempo). Il gioco non costringe mai ad approfondire ma offre sempre opzioni utili a chi ami immergersi completamente nelle storie. Ogni dialogo, dal più semplice al più elaborato, presenta informazioni opzionali che rivelano elementi inediti. Da non dimenticate che le innumerevoli missioni secondarie avranno un forte impatto anche sull’andamento degli eventi della storia principale. Le opzioni di dialogo sono tante e spesso decisive, costringendo i più curiosi a salvare spesso prima di buttarsi. Ogni dialogo è accompagnato da volti espressivi e movimenti verosimili, dettaglio che favorisce ulteriormente l’immersione.

Di recente gli sviluppatori hanno comunicato che non porrà alcun limite specifico al livellamento. Infatti una volta terminata la campagna principale sarà possibile continuare a dedicarsi a missioni secondarie e contratti lasciati in sospeso, andare alla ricerca delle formule per equipaggiamenti unici, potenziando il personaggio fino ad sbloccare tutte le perk dello skill tree disponibili.
Le regioni disponibili sono le isole Skellige, la città di Novigrad, il Velen e Bianco Frutteto dove avrà inizio l’avventura.

Nonostante si tratti di un gioco in controdendenza: single player e offline, rappresenta un’esprienza curata nei dettagli da gustare con tempo e passione.

La varietà di contenuti è come un enorme respiro nell’attuale panorama dei videogiochi.

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