Il 2014 videoludico

Il 2014 videoludico

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Il 2014 è stato un anno di transizione per i videogiochi. L’uscita, a fine 2013, delle console nextgen ha costretto gli sviluppatori a cambiare in corso d’opera i loro lavori, talvolta in maniera troppo rapida e approssimativa, per seguire le contorte logiche di mercato. Gli esperti già sapevano che questo non sarebbe stato un anno indimenticabile ma tra i videogiocatori, acquirenti di Ps4 e Xbox One, c’erano molta fiducia e molta speranza.

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Purtroppo per loro, questa grande attesa è stata delusa da titoli AAA non all’altezza delle aspettative. Molti giochi, fin troppo celebrati prima dell’uscita, hanno tradito critica e pubblico. Una software house ha deluso più delle altre, Ubisoft. Il colosso francese non ha di certo toppato su tutta la linea ma, quelli che dovevano essere i titoli che avrebbero rivoluzionato il panorama videoludico, si sono rivelati poco più che mediocri, mi riferisco in particolar modo a Watch Dogs e Assassin’s Creed Unity. Sono sicuramente stati dei top seller ma hanno, a dir poco, lasciato l’amaro in bocca a chi li ha giocati, anche se per motivi differenti. Il potenziale era alto ma, uno sviluppo affrettato e una trama non certo degna di un oscar, hanno gettato ombre su uno dei più produttori di videogiochi. L’altro “titolo delusione” è stato Fifa 15, non certo per gli incassi, infatti Electronic Arts può, come sempre, leccarsi le dita, ma per il feedback degli appassionati. Una grafica migliorata non può compensare una miriade di giocatori buggati, un’intelligenza artificiale pessima (soprattutto per quanto riguarda i movimenti difensivi) e un online, a detta loro, alquanto pilotato.

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Alcuni videogiochi sono passati un po’ in sordina tanto che molti nemmeno ricordano che questo doveva essere il loro anno. Sicuramente fa parte della lista Infamous Second Son, la prima vera esclusiva per Ps4, un buon titolo che però non è di certo stato il capolavoro a cui il colosso giapponese inneggiava prima dell’uscita. L’esclusiva di peso della concorrenza era, invece, Titanfall, lo “sparatutto spacca Cod”. Due sono stati i suoi veri problemi: l’esclusività e una quantità limitata di contenuti. Questo ha fatto sì che i server si svuotassero rapidamente e per uno sparatutto solo multiplayer questo significa la fine. Il terzo di questa categoria “né caldo né freddo” è realmente un ottimo gioco, rivoluzionario per certi versi e che ha venduto più di tutti quest’anno, Destiny. Perché allora è paragonato a titoli che non hanno lasciato il segno? Destiny è sì piaciuto, ma non quanto le vendite ci dicono. Inoltre, purtroppo sia per Destiny che per Titan Fall, quest’anno (finalmente) abbiamo un buon Call of Duty e gran parte dei fan degli FPS ha deciso di spendere il proprio tempo sulla creazione di Activision. Destiny promosso ma dimenticato da molti.

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La terza macroarea è quella delle eccellenti sorprese. Shadow of Mordor, Bayonetta 2 e gli “indipendenti di Ubisoft” fanno parte a pieno diritto di questa categoria. Il primo era visto dai critici come un tracollo annunciato. Creare videogiochi su base colossal hollywoodiano è spesso sinonimo di fallimento. Monolith, però, ha stupito tutti e, grazie ad un gameplay e una trama avvincenti, ha sfornato un gran titolo che è, addirittura, in lizza per il Goty 2014 (quest’anno chiamato Game Awards 2014). Un altro gioco che si contenderà questo premio è Bayonetta 2. Qui la sorpresa è più per Wii U che per il lavoro di Platinum Games. C’erano state molte perplessità all’annuncio e la piattaforma Nintendo non sembrava la migliore per ospitare il seguito dell’amatissimo primo capitolo. Invece siamo stati tutti stupiti. 1080 pi e 60 fps fanno da contorno a un gameplay unico e molto tecnico. Platinum Games si è superata e, smentendo gli scettici, Wii U ha fatto il suo. Ubisoft si è parzialemente rifatta con i titoli meno acclamati. Sto parlando di Child of Light e di Valiant Hearts. A quanto pare la bidimensione piace ancora parecchio. Sono giochi graficamente molto accattivanti e con messaggi forti, soprese positive fino in fondo.

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Ho scelto di concludere con i grandi ritorni. Pochi se l’aspettavano, ma chi sa sviluppare i videogiochi non può dimenticarsi come si fa da un giorno all’altro. Partiamo con Call of Duty Advanced Warfare. Con l’ultimo capitolo della saga di sparatutto, Activision ha mostrato i muscoli e ha invertito il trand di gradimento negativo, arrivato ai minimi storici con Ghosts. Novità importanti la fanno da padrone, in particolare l’esoscleletro che dà una verticalità maggiore alle mappe, molto apprezzate dalla critica e dagli esperti. Un altro colosso ha deciso di rifarsi con un suo storico brand. Electronic Arts ha puntato, in questa fine 2014, su il suo GDR principe, Dragon Age. Non privo di difetti tecnici, Inquisition, ha riportato la saga ai livelli raggiunti con il primo capitolo. Un open world enorme, una grandissima varietà di personaggi e un gameplay piacevole accompagnano i giocatore in un esperienza di decine di ore, come un vero GDR dovrebbe fare. Infine, per concludere lo spazio dedicato ai grandi ritorni, ho scelto una casa piuttosto che un titolo singolo. Nintendo quest’anno ha fatto le cose in grande, sfruttando il vantaggio di avere una console con un anno in più di vita rispetto alle concorrenti. Wii U e 3ds sono state le console dell’anno, i titoli parlano per loro. Se sulla portatile non vi erano dubbi, vista la scarsa concorrenza di Playstation Vita, diversa era la situazione a inizio 2014 per il discusso Wii U. Nintendo, però, ha stupito tutti, sfornando capolavori come Donkey Kong Country Tropical Freeze, Mario Kart 8, Bayonetta 2 e Super Smash Bros (Super Mario 3d World era uscito a fine 2013). Ormai Wii U è “buono solo per le esclusive” ma se le esclusive sono queste posso essere fiducioso che il mio paddone non prenderà mai la polvere, attendendo per il prossimo anno il nuovo Zelda.

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Alcune citazioni di merito vanno senz’altro fatte. La prima è per Dark Souls 2, un seguito che ho amato molto anche se rimango affezionato maggiormente al primo capitolo. La seconda è per Far Cry 4 di cui posso parlare che per sentito dire perché non ho ancora messo le mani sul gioco. È un titolo simile al 3 ma la straripante personalità di Vaas non sembra essere eguagliata da Pagan Min, il “cattivo” del quarto. La terza è per le rimasterizzazioni: GTA V, The Last of Us, Halo The Master Chief Collection, Pokemon Rubino e Zaffiro e Tomb Rider. Molto discusse ma sicuramente di grande qualità e molto apprezzate da chi non ha avuto modo di godersi i capolavori della scorsa generazione.

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Il 2014 non è stato, certamente, indimenticabile per i videogiochi. Pochi i grandi titoli, alcune delsioni ma per fortuna molte sorprese gradite. Tra la penuria di giochi AAA si sono ritagliati uno spazio importante i titoli indipendenti, anche grazie all’espansione del gaming su PC. Il 2015, probabilmente, sarà un anno differente in cui Ps4 e Xbox One dovranno ripagare, a suon di capolavori, la fiducia dei numerosi acquirenti, dato che si può affermare che il 2014 abbia visto splendere il PC e le piattaforme Nintendo.

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